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LICEO PARINI

Gli auguri del preside

Edward Hopper, “Automat”, 1927, Pittura a olio, 71 cm x 91 cm

NATALE 2020

Puntualmente, all’approssimarsi del Natale, si ripresentano nella mia mente le parole segnate da Cesare Pavese nel suo diario: “Com’è grande il pensiero che veramente nulla a noi è dovuto. Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?”. Era il 27 novembre del 1945. Ma quasi un anno dopo il grande scrittore ritorna senza sconti sul punto che gli urge e aggiunge: “Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile”.

In tempi difficili come questi, dove l’incertezza sembra dominare ogni aspetto del vivere e dove tutto risulta meno scontato, diventa forse più evidente in noi questo interrogativo, che ci  interpella incessantemente e che si potrebbe declinare anche con altre domande: perché ci ostiniamo a desiderare? Che cosa o chi desideriamo? Possiamo fare finta di niente, possiamo abbandonarci ad una composta rassegnazione, possiamo accontentarci della ricerca di un precario benessere, aspirazione del tutto legittima, ci mancherebbe.

Ma ci basta?

È Giacomo Leopardi, ad esempio, a ricordarci che la questione scotta e scotterà sempre per ciascuno di noi: “(…) sentire che l’animo e il desiderio nostro sarebbe ancora più grande che sì fatto universo; e sempre accusare le cose d’insufficienza e di nullità, e patire mancamento e vòto, e però noia, pare a me il maggior segno di grandezza e di nobiltà, che si vegga nella natura umana”.

C’è qualcosa o qualcuno che può rispondere fino in fondo a questo grido?

Buon Natale e l’augurio a Voi tutti di un anno venturo ricco di scoperte.

 

                                                                                                                         IL DIRIGENTE SCOLASTICO

                                                                                                                           Massimo Nunzio Barrella